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	<title>Emanuele Preda</title>
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		<title>Emanuele Preda</title>
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		<title>Sulla dignità della prostituzione e della sua fruizione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 00:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un amico giornalista, Giovanni Panettiere, scrive in una mailing list a cui sono iscritto:

Come sapete un paio di giorni fa a Bologna è stata uccisa una prostituta, CHRISTINA IONELA TEPUR. E&#8217; successo nel quartiere Borgo Panigale che è ad altissima concentrazione di lucciole. (&#8230;) è inaccettabile che ci siano ancora tante ragazze sulle strade, alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=204&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright" title="Attenzione Prostitute" src="http://www.vincenzobrana.it/wp-content/uploads/2009/01/attenzione_prostitute1.jpg" alt="" width="313" height="325" />Un amico giornalista, Giovanni Panettiere, scrive in una mailing list a cui sono iscritto:</p>
<blockquote>
<h3>Come sapete un paio di giorni fa a Bologna è stata uccisa una prostituta, CHRISTINA IONELA TEPUR. E&#8217; successo nel quartiere Borgo Panigale che è ad altissima concentrazione di lucciole. (&#8230;) è inaccettabile che ci siano ancora tante ragazze sulle strade, alla mercè di maniaccia e di clienti capaci di usarle e, purtroppo, anche di ucciderle; è inaccettabile in una città civile e democratica dover assistere a una tragedia di questo tipo. (&#8230;) vogliamo far sentire la nostra vicinanza a queste donne inchiodate al legno ogni sera ai bordi delle strade per soddisfare le bramosie<span id="more-204"></span> del basso ventre di uomini che vedono nella figura femminile uno strumento di piacere.</h3>
<div>
<div>In seguito aggiunge:</div>
<div><strong>Ho scritto un pezzo sul Resto del Carlino Bologna sulla fiaccolata di ieri sera in ricordo di Christina, in ricordo di una ragazza uccisa dal maschilismo più estremo. Quello che vede la donna solo come strumento di dominio sessuale.</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
</div>
</blockquote>
<p>Contesto risolutamente questo approccio.</p>
<p>La ragazza è stata uccisa da un ragazzo violento e squilibrato, <strong>non dal maschilismo</strong>, e se si decide di prestare fede al racconto unilaterale di lui, il fatto è stato una reazione -esagerata, ingiustificabile, da condannare e punire nel modo più forte ed esemplare- ma comunque una reazione a una offesa ricevuta, offesa (se è avvenuta come descritto) che resta comunque pesante e gratuita, secondo la mia sensibilità.</p>
<p>Anche se questa testimonianza può suonarvi di cattivo gusto, in questo contesto, per mia esperienza le prostitute dell&#8217;est europeo sono attraenti quanto sgarbate e offensive, con un comportamento ai limiti della truffa. E&#8217; infatti noto che la prestazione si paga sempre in anticipo; appena effettuato il pagamento la strategia delle ragazze dell&#8217;est è spesso quella di mettere fretta al cliente e spesso di ridicolizzarlo: questo spesso porta i clienti, specie quelli più timidi, a non riuscire ad effettuare il rapporto e a dover riaccompagnare le ragazze, che trattengono le somme ricevute senza che il &#8220;cliente&#8221; abbia fruito di alcuna prestazione. Questo è profondamente frustrante, soprattutto per chi non conosce questa strategia e quindi attribuisce ingiustamente il &#8220;flop&#8221; a se stesso.</p>
<p>Scrivi:</p>
<blockquote>
<h3>è inaccettabile che ci siano ancora tante ragazze sulle strade, alla mercè di maniaccia e di clienti capaci di usarle e, purtroppo, anche di ucciderle;</h3>
</blockquote>
<div>Ciò che io ritengo inaccettabile è che tu metta sullo stesso piano i clienti, i magnaccia e gli omicidi.<br />
Ciò che ritengo inaccettabile è anche che in Italia non ci siano bordelli, che tutelerebbero le ragazze contro eventuali raptus di violenza dei clienti ma soprattutto dalla violenza di sfruttatori e magnaccia, limitando inoltre la diffusione di malattie veneree e tassando equamente queste prestazioni.<br />
Conosco abbastanza approfonditamente l&#8217;esperienza olandese, che riporta i seguenti successi:</p>
<ul>
<li>controllo ginecologico settimanale delle professioniste, che se contraggono virus a trasmissione sessuale vengono curate immediatamente e poste in &#8220;quarantena&#8221; fino a guarigione. Questo ha praticamente debellato alcune malattie come la candidosi, i condilomi e il papilloma virus, uno dei fattori di rischio maggiori per il cancro all&#8217;utero</li>
<li>assistenza psicologica costante delle professioniste per accertarsi che siano volontarie e non vengano sfruttate</li>
<li>efficace repressione dello sfruttamento: a eventuali sfruttatori sono applicate pene severissime: questo ha disincentivato fortemente e praticamente debellato questo fenomeno.</li>
<li>zero prostituzione nelle strade, con vantaggi per la sicurezza della circolazione e per il decoro cittadino</li>
</ul>
</div>
<blockquote>
<h3>è inaccettabile in una città civile e democratica dover assistere a una tragedia di questo tipo.</h3>
</blockquote>
<div>E&#8217; la violenza a essere inaccettabile.<br />
Tu ce l&#8217;hai chiaramente con la prostituzione in quanto tale, e cerchi di strumentalizzare questo episodio triste (che non mi sembra onesto definire tragedia, tranne che per i parenti e gli amici intimi della vittima).Questo è ridicolo quanto lo sarebbe strumentalizzare un incidente automobilistico in centro per chi lotta per un centro storico pedonale, o un incidente su una preferenziale per chi lotta per l&#8217;abolizione delle strisce preferenziali.</p>
<p>Molto più onesto intellettualmente dire: &#8220;se fossero esistiti i bordelli, questo episodio non sarebbe successo&#8221;.</p>
<p>Visto che tiri fuori la democrazia, ti ricordo che la prostituzione è<strong> legale per volontà democratica</strong>, e lo è stata da prima che l&#8217;Italia fosse unita o fosse una repubblica, lo è praticamente in tutti i paesi del mondo (tranne in quelli musulmani o altrimenti fondamentalisti) e lo è stata da sempre, a memoria d&#8217;uomo. Vox populi&#8230;</p>
</div>
<blockquote>
<h3>&#8230;vogliamo far sentire la nostra vicinanza a queste donne inchiodate al legno ogni sera ai bordi delle strade per soddisfare le bramosie del basso ventre di uomini che vedono nella figura femminile uno strumento di piacere.</h3>
</blockquote>
<p>Retorica dozzinale e ipocrita da resto del carlino&#8230;</p>
<p>La prostituzione è un&#8217;attività commerciale che resiste nel tempo e nello spazio, a prescindere da quanto il potere costituito talora tenti di impedirla. Ogni attività commerciale esiste, per definizione, quando esiste un suo mercato, cioè quando esiste una domanda e una offerta.</p>
<p>La domanda è alta poichè l&#8217;appagamento del bisogno sessuale è uno degli istinti più forti, non solo degli esseri umani ma di tutti i mammiferi, alla stregua della fame, della sete, del riparo dal freddo, della conservazione della libertà e della vita.</p>
<p>L&#8217;offerta di prostituzione è alta perchè è un&#8217;attività molto lucrosa rispetto alla maggior parte delle attività esercitabili senza il possesso di particolari requisiti di idoneità.</p>
<p>Nella totalità dei paesi ad alta civilizzazione (italia inclusa) essa è <strong>lecita</strong>, mentre è pressochè illecito ovunque la ignobile attività di sfruttamento o favoreggiamento della stessa. Questo assetto normativo è pressochè costante fin dagli albori della nostra civiltà, sia nel mondo ellenico sia in quello romano (ma questo assetto è comune con le altre civiltà di radici diverse).</p>
<p>Ancora: il fatto che la prostituzione sia quasi solo femminile (quella maschile rivolta a donne rappresenta meno dello 0,01% del fenomeno) non ha <span style="text-decoration:underline;"><strong>nulla a che fare con il maschilismo</strong></span> per due ordini motivi di tutta evidenza:</p>
<p>1) La clientela maschile è trasversale: non dipende da fattori culturali, di reddito, di età o di attraenza fisica. Dipende solo dalla diffusione del bisogno di appagamento sessuale, che è distribuito in modo pressochè uniforme, tanto negli uomini quanto nelle donne. C&#8217;è però una evidente disparità fra donne e uomini: la grandissima maggioranza delle femmine umane può trovare un partner per l&#8217;appagamento delle proprie pulsioni e &#8220;bramosie&#8221; con estrema rapidità e senza alcun esborso economico; per i maschi invece non è così.</p>
<p>Questa disparità è dovuta al fatto che i mammiferi di sesso maschile nella loro condizione <em>standard</em> sono predisposti e disponibili all&#8217;accoppiamento, mentre per i mammiferi di sesso femminile è vero l&#8217;opposto. Se avessero un semaforo, la luce della disponibilità all&#8217;accoppiamento per il 99% dei maschi sarebbe verde, mentre per il 99% delle femmine sarebbe rossa.<br />
Un esemplare di sesso femminile (che non sia assolutamente repellente) che non sia solo disponibile, ma che abbia un impellente desiderio di appagamento sessuale, troverà dunque con estrema facilità un maschio predisposto all&#8217;accoppiamento (potrà sceglierlo liberamente fra tutti quelli con il semaforo verde, che sono appunto il 99%); viceversa, un maschio che abbia un impellente desiderio di appagamento sessuale si troverà a dover cercare quell&#8217;unico 1% di femmine con la luce verde. Il fatto che il semaforo non sia presente, rende la ricerca ancora più ardua.</p>
<p>Il desiderio sessuale inappagato è condizione per l&#8217;insorgere della domanda di prostituzione: ecco perchè questa domanda è essenzialmente maschile; per quanto riguarda le donne, tale condizione essa è presente esclusivamente per donne repellenti, con gravi problemi fisici (es. obesità) o di età avanzata.</p>
<p>L&#8217;esistenza di questa disparità fra maschi e femmine è dimostrata, fra l&#8217;altro, dalla diffusione dell&#8217;offerta di prostituzione <span style="text-decoration:underline;">femminile</span> in tutte le epoche, a tutte le latitudini e in tutti i contesti culturali. Le transazioni economiche con lo stesso grado di trasversalità culturale riguardano essenzialmente gli altri bisogni universalmente umani. Questo a mio avviso dimostra che la prostituzione ha lo stesso grado di dignità di qualsiasi altra transazione economica volta a soddisfare un bisogno umano.</p>
<p>E&#8217; autoevidente che se non esistesse questa disparità, viceversa, la prostituzione potrebbe esistere, ed esisterebbe da sempre, solo come fenomeno marginale destinato esclusivamente a categorie protette.</p>
<p>La prostituzione maschile è ulteriormente limitata dal fatto che è molto più costosa (per i motivi indicati al punto 2), e questo la limita solo alla fascia femminile molto abbiente, e, per i motivi indicati sopra, è inoltre autocensurata (le donne che ne fanno uso devono ammettere a se stesse di far parte di tali categorie) e questo ne riduce ulteriormente la già limitata domanda.</p>
<p>Ecco perchè la domanda è pressochè totalmente maschile.</p>
<p>2) Per quanto riguarda l&#8217;offerta, essa è pressochè totalmente femminile, per motivi essenzialmente tecnici.<br />
L&#8217;uomo infatti per compiere un atto sessuale necessita della presenza di desiderio sessuale, che notoriamente non è possibile stimolare artificialmente; inoltre, normalmente dopo un primo rapporto l&#8217;uomo deve scontare una pausa più o meno lunga in cui il desiderio è assente (periodo refrattario); sono molto rari gli uomini che provano un desiderio tale da poter avere rapporti con donne poco attraenti, e sono una minoranza ancor più ristretta quelli che hanno un periodo refrattario breve, così da avere più di un rapporto nella stessa sera. I prostituti devono necessariamente possedere questi requisiti, assai rari: questo riduce il loro numero e, diminuendo l&#8217;offerta, aumenta il prezzo della prestazione. Il prezzo è ulteriormente lievitato dal numero ridottissimo di prestazioni effettuabili in una giornata.</p>
<p>Le donne viceversa possono (eventualmente con lubrificazione artificiale) compiere atti sessuali senza presenza di desiderio e quindi possono avere più rapporti  anche a breve distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, anche con uomini poco attraenti.</p>
<p>Ecco perchè l&#8217;offerta è pressochè totalmente femminile.</p>
<p>Questo è confermato, oltre che dall&#8217;evidenza, da una indagine della commissioni affari sociali della Camera del 2003:<br />
Circa lo 0,2% delle donne presenti sul territorio italiano esercita la professione di prostituta (circa 60mila su 30 milioni di donne); il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private. Il 94,2% delle prostitute sono donne, il 5% transessuali e lo 0,8% travestiti.</p>
<p>Un&#8217;ultima provocazione intellettuale: la condanna morale della prostituzione, come del resto quella all&#8217;eutanasia, è strettamente connessa con la sacralizzazione del corpo, che non ha base laica, ma solo base fideistica o religiosa, e in quanto tale non è compatibile con uno &#8220;stato laico&#8221;, ma solo con uno &#8220;stato fondamentalista&#8221;.</p>
<p>Chi ragiona senza essere influenzato da paradigmi culturali -che si propongono come assoluti ed eterni (pur contro ogni evidenza)-, fatica a vedere la prostituzione come &#8220;mercificazione del corpo&#8221; o quantomeno fatica a dare a questo aspetto un valore negativo.<br />
<strong><br />
A me non dispiacerebbe affatto potermi prostituire, se potessi farlo. In questo modo mercificherei un po&#8217; meno la mia mente, la mia creatività e il mio tempo a vantaggio di un po&#8217; di sana mercificazione del corpo.</strong></p>
<p>Prestazione gratuita alle prime dieci ragazze giovani e carine che ne fanno richiesta.</p>
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		<title>Cardinale sgombera coro gay da parrocchia bolognese</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/09/17/cardinale-sgombera-coro-gay-da-parrocchia-bolognese/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 01:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VESCOVO AVREBBE CITATO DOCUMENTO DOTTRINA FEDE SU OMOSESSUALI (ANSA) &#8211; BOLOGNA, 15 SET &#8211; Nuovo trasloco per Komos, il coro omosessuale di Bologna che a meta&#8217; luglio aveva ottenuto una sala prove all&#8217;interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara, alla periferia della citta&#8217;. Ieri sera il parroco ha dato la &#8221;brutta notizia&#8217; al direttore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=197&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><blockquote><p>VESCOVO AVREBBE CITATO DOCUMENTO DOTTRINA FEDE SU OMOSESSUALI (ANSA) &#8211; BOLOGNA, 15 SET &#8211; Nuovo trasloco per Komos, il coro omosessuale di Bologna che a meta&#8217; luglio aveva ottenuto una sala prove all&#8217;interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara, alla periferia della citta&#8217;. Ieri sera il parroco ha dato la &#8221;brutta notizia&#8217; al direttore Paolo Montanari. Ma &#8221;con dispiacere&#8221;, ha aggiunto don Nildo Pirani nella lettera che gli ha consegnato. La stessa in cui, spiegando il perche&#8217; dell&#8217;addio, ha citato un messaggio ricevuto dall&#8217;arcivescovo Carlo Caffarra il 7 agosto che, ha riferito Montanari, gli ha ricordato l&#8217;esistenza <span id="more-197"></span>di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986.<br />
Dopo l&#8217;esordio a novembre nella sede dell&#8217;Arcigay bolognese, il coro aveva cambiato &#8216;casa&#8217; per problemi di acustica e dissapori con l&#8217;associazione. Allora Montanari aveva bussato alla Beverara per chiedere una sala, una volta a settimana. Don Nildo, classe 1937, aveva accettato dandogli anche la chiave del salone. Fino a ieri sera. Prima delle prove, il sacerdote ha parlato con Montanari e gli ha comunicato la novita&#8217;. Poi gli ha allungato una lettera. &#8221;Comunico con dispiacere l&#8217;impossibilita&#8217; di continuare ad accogliere il vostro coro nei locali della parrocchia&#8221;, e&#8217; l&#8217;incipit. E subito dopo: &#8221;Questo per una precisa disposizione di una lettera della Congregazione per la dottrina della fede in data 1 ottobre 1986, che io non conoscevo, e che mi e&#8217; stata ribadita perentoriamente dal cardinale arcivescovo in persona, con lettera a me inviata in data 7 agosto 2009&#8221;. Infine le scuse e l&#8217;annuncio del proprio silenzio (&#8221;non ho niente da commentare&#8221;). Il documento citato da Caffarra e&#8217; una lettera che la Congregazione ha rivolto a tutti i vescovi &#8216;&#8217;sulla cura pastorale delle persone omosessuali&#8221; come si legge nel titolo del documento. Amareggiato e deluso il direttore del coro (formato da 25 uomini, il primo in Italia solo al maschile e specializzato in musica classica) perche&#8217; &#8221;con una certa ingenuita&#8217; ho creduto che questa sistemazione potesse durare&#8221;. E a questo punto, lancia un appello perche&#8217; Komos non muoia. In particolare, si rivolge &#8221;al Comune e a tutte le associazioni bolognesi (nonche&#8217; singoli cittadini)&#8221; per chiedere &#8216;&#8217;se esiste uno spazio adatto alla musica adatto a ospitarci&#8221;. (ANSA).</p></blockquote>
<p>La cosa che mi stupisce è la sollecitudine, la rapidità, l&#8217;urgenza con cui questo provvedimento è stato preso.</p>
<p>E mi stupisce anche quella che mi sembra una miopia incredibile: &#8220;tollerare&#8221; questo gesto non sarebbe costato davvero niente, non avrebbe significato nulla, nessuna delle temute &#8220;aperture&#8221;, non avrebbe nemmeno attenuato le odiose discriminazioni attuate contro gli omosessuali, ma se fossero stati furbi avrebbero potuto utilizzare eventi come questo come strumenti dialettici per confondere le carte in tavola (poter dire &#8220;vedi che non è vero che discrimino!&#8221;).<br />
E invece no. Sembra proprio che l&#8217;intenzione sia l&#8217;opposta: comunicare nel modo più esplicito e volgare &#8220;vi odio, gay di merda, e vi cercherò di ostacolare, per puro principio, in qualunque attività, anche nella più inoffensiva&#8221;.</p>
<p>Mi sembra assurdo che non abbiano un disegno, ma non lo capisco proprio, il loro disegno&#8230;</p>
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		<title>About Berlusconi</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/07/08/about-berlusconi/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2009/07/08/about-berlusconi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 22:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane sono trapelate fino a me, nonostante non abbia la tv, gli strali dei media di sinistra contro Berlusconi.
Meditavo di scrivere il mio parere ma solo stasera ho avuto la scusa di farlo, rispondendo alla mail dell&#8217;amico Andrea D.P.
A.D.P. scrive: Già in aprile il capo del governo, per difendersi dall&#8217;accusa di utilizzare, nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=193&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In queste settimane sono trapelate fino a me, nonostante non abbia la tv, gli strali dei media di sinistra contro Berlusconi.</p>
<p>Meditavo di scrivere il mio parere ma solo stasera ho avuto la scusa di farlo, rispondendo alla mail dell&#8217;amico Andrea D.P.</p>
<blockquote><p>A.D.P. scrive: Già in aprile il capo del governo, per difendersi dall&#8217;accusa di utilizzare, nella scelta di candidate e collaboratrici, le stesse qualità (aspetto fisico, sex appeal) che fanno far carriera in televisione (guardacaso!), soavemente dichiara: &#8220;essere belle e benvestite non è un male, non possiamo mica avere in parlamento solo delle Rosy Bindi&#8221;.</p></blockquote>
<p>Andrea, non mi risulta che Prodi nel suo gran bel governo 2006-2008, che passerà alla storia come <span id="more-193"></span>il governo più inutile della nostra povera Repubblica, abbia modificato la legge elettorale, che impedisce agli elettori di esprimere un voto di preferenza fra i candidati ma li costringe al voto di lista, impedendo quindi di scegliere il proprio rappresentante da eleggere in parlamento, lasciando invece questo potere ai partiti.</p>
<p>Dacchè questo potere è dei partiti, essi hanno tutto il diritto di mettere i candidati che attirano più preferenze.</p>
<p>Se il popolo fosse in grado di scegliere in modo coscienzioso i candidati più giusti a rappresentarlo, il fatto di mettere in lista una grande quanto inutile figa toglierebbe voti da quel partito. Se però un partito ce le mette, e questa scelta viene premiata dai voti, questa è solo una riprova della risibilità del nostro sistema cosiddetto democratico, cioè una riprova del fatto che il popolo NON è in grado di scegliere i candidati più giusti per fare il proprio bene. Ecco perchè io sono per la monarchia illuminata, o al massimo per una oligarchia di filosofi. Che è, guarda caso, la forma di governo delle aziende di tutto il mondo, e funziona benissimo!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p>E per solennizzare meglio il 25 aprile, passando tra le macerie abruzzesi dietro una volontaria, a microfoni e telecamere accese, dice sorridente &#8220;posso palpare un po&#8217; la signora?&#8221;.</p></blockquote>
<p>Guardando il video su youtube si vede chiaramente che non stava passando fra le macerie, ma mettendosi in posa per una foto.</p>
<p>Non credo che volesse &#8220;solennizzare meglio il 25 aprile&#8221;, mi sembra una delle sue -tante- battute infelici, ma è impossibile valutarla fuori dal suo contesto. Mi sembra da notare il fatto che abbiano tagliato sia quel che veniva prima sia le risate che vengono dopo, e i tagli li considero sempre sospetti. Se era significativo, lo lasciavano. Se l&#8217;hanno tolto, c&#8217;è un motivo. Magari stava raccontando una barzelletta che finiva con quelle parole.</p>
<p>Ognuno ha il suo stile. Pertini piangeva, Cossiga picconava, Scalfaro si appellava alla Beata Vergine (ho citato i presidenti della repubblica, lo so, ma i presidenti del consiglio erano personaggi molto meno caratteristici di lui). Lui non piange, non piccona, non si appella alla Vergine, ma fa il pagliaccio, ed è uno dei tanti modi che ha di essere italiano. Se si inchinasse come un giapponese me ne vergognerei di più. E&#8217; fatto così, amen.</p>
<p>Io l&#8217;ho votato perchè faccia riforme di destra, per prendere decisioni e fare riforme che rendano competitivo il mio Paese, che mi semplifichino la vita, per tagliare lacci di leggi che considero inutili e dannose perchè mi fanno passare la voglia di imprendere e mi hanno spinto a scegliere l&#8217;estero per aprire altre imprese.</p>
<p>Cos&#8217;è la sinistra? improduttiva litigiosità e ipocrita faziosità. Che valori propugna? Solo il demagogico &#8220;valore&#8221; dell&#8217;uguaglianza. Che non riconosco tale, nel modo più assoluto. Il valore secondo me è proprio la diversità, e l&#8217;impegno dovrebbe essere quello di permetterla, tutelarla, proteggerla, premiarla e lasciarla LIBERA di manifestarsi e di evolversi, di crescere e di fruttificare.</p>
<p>Prima di tutto per la convenienza di chi l&#8217;ha saputa far fruttificare e si è tirato su le maniche e ci ha lavorato notte e giorno, producendo di riflesso convenienza per tutti gli altri, che ne traggono indirettamente luce e vantaggio.  Ma non credo tu mi segua su questo terreno. Anche se ti confesso che mi stupisci, perchè dovresti essere d&#8217;accordissimo, in quanto imprenditore. Come fai a considerare un valore la diversità che ti rende imprenditore e l&#8217;uguaglianza che nega i presupposti di ciò che sta alla base di ogni impresa?</p>
<p>Gli imprenditori di sinistra non li ho davvero mai capiti. Mi sembrano schizofrenici&#8230;</p>
<p> </p>
<p>La cosa più grave che ha fatto Berlusca è aver lobotomizzato il popolo italiano con le sue TV, ma di questo nessuno gli chiede conto&#8230; forse perchè la gente appunto è lobotomizzata&#8230; se glielo dici si incazza pure e nega!</p>
<p>Io non sono lobotomizzato, e da quando vivo solo non ho la TV&#8230; ma la RAI continua a pretendere che io paghi il canone, e cerca di farlo applicando tecniche illegali e truffaldine. Anche questa è una colpa di Berlusconi, o è anche contro di questo che lui combatte?</p>
<p>Un&#8217;altra cosa che potrebbe ferirmi è che stia ridicolizzando e delegittimando una a una tutte le istituzioni repubblicane, ma questa operazione secondo me ha una sua utilità: portando tutto allo sfascio così rapidamente, spero ne abbrevi  l&#8217;agonia e la morte, avvicinandone quindi la resurrezione in una forma più adatta ai tempi. Erano tutte istituzioni ormai inadeguate e obsolete, svuotate di valore e di senso dalla cupidigia di tutte le amministrazioni che si sono susseguite dal dopoguerra ad oggi. Che non mi risultano amministrazioni di destra.</p>
<p> </p>
<blockquote><p>(&#8230;) deputato ed avvocato personale Ghedini, che ha coniato l&#8217;espressione &#8220;utilizzatore finale&#8221; parlando di ragazze. Non di automobili, non di case, non di vestiti: di donne. Quale rispetto della persona, quale idea di relazione uomo donna, quale modello di sessualità ne emerge? E si tratta, lo ripeto, di dati pubblici e ufficiali, non rubati al privato.</p></blockquote>
<p>Questo genere di commenti, e ne ho letti vari nei giorni scorsi, mi lasciano schifato. Mi interrogo se ci voglia ignoranza o piuttsto faziosità in quantità spropositate.</p>
<p>&#8220;Utilizzatore finale di una prestazione&#8221; è un linguaggio giuridico: per un imprenditore e per i giornalisti che hanno fatto questi commenti: non è chiarissimo?</p>
<p>Ci vuole davvero molto molto coraggio per utilizzare questo tipo di argomentazioni contro un avversario politico. Non solo coraggio: impudenza e tanta, tantissima stupidità.</p>
<p>Sono argomentazioni che, non avendo alcuno spessore, non fanno che denunciare la debolezza di chi le formula, almeno a uno abbastanza intelligente per capirlo. Questo è il problema: che di gente che pensa ce n&#8217;è sempre meno.</p>
<p> </p>
<blockquote><p>Non mi ritrovo affatto invece nella linea intrapresa da Avvenire, che nell&#8217;editoriale del 23 giugno 2009, affidato alla penna di Carlo Cardia e intitolato &#8220;In merito al dibattito tra politica e morale: rispettare il voto dei cittadini&#8221;, afferma: &#8220;C’è da chiedersi se sia possibile anche solo concepire il ribaltamento di un assetto politico largamente votato nel 2008 (e confermato di recente) per questioni che, comunque si vogliano valutare, non hanno attinenza con il patto di governo che unisce forze legittimate da elezioni democratiche. (&#8230;) Non si può dimenticare che la prima regola di moralità politica in una democrazia è che il voto popolare sia rispettato, e non stravolto da gruppi che non ne hanno legittimità&#8221;.</p></blockquote>
<p>Io invece mi ci ritrovo pienamente, e mi stupisco positivamente che quel giornaletto parrocchiale ospiti di tanto in tanto qualche articolo intelligente <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E&#8217; possibile (e giusto?) ribaltare un assetto politico largamente votato per questioni che non hanno attinenza col patto di governo? Già che (la sinistra) si riempie la bocca con la parola &#8220;moralità&#8221;, che moralità c&#8217;è nel tentativo di stravolgere la maggioranza democraticamente eletta da parte di gruppi che non hanno ottenuto questa maggioranza e dunque non hanno il potere che viene dall&#8217;essere maggioranza, e dunque non hanno la legittimità (democratica, non morale!!!!) di stravolgere o ribaltare le istituzioni?</p>
<p>Gli attacchi dei media di sinistra mi sembrano un <strong>bislacco tentativo di utilizzare (senza sufficiente padronanza!!!) le stesse tecniche che hanno permesso a Berlusconi di conquistare il potere</strong>. E con questo mi dimostrano doppiamente la loro ridiccolaggine e la loro malafede: sarebbero comunque ridicoli se li utilizzassero con padronanza tale da essere efficaci, perchè comunque contraddirebbero se stessi: sarebbe come se un sedicente &#8220;non violento&#8221; utilizzasse una pistola per sedare una rissa!!. Il sedicente &#8220;non violento&#8221; sarebbe doppiamente ridicolo se, incapace di mirare bene, ferisse pure qualche innocente, senza nemmeno ottenere l&#8217;obiettivo che si era prefisso!</p>
<p>Il fatto che si attacchino a così tante insulse argomentazioni, che nulla hanno a che fare con l&#8217;azione di governo, sembra dimostrare che non riescano neanche loro a riscontrare alcun difetto nell&#8217;azione di governo stessa. Roba da augurare a Berlusconi di vincere altre 10 elezioni e augurargli ancora una lunghissima vita politica!</p>
<p>Chioso con un&#8217;ultima piccola provocazione.</p>
<p>Io, preferendo la lettura alla TV, so scrivere e argomentare i miei pensieri e ho anche il coraggio di farlo apertamente, e ho anche una buona dose di impudenza per pubblicarli bellamente su questo mio blog che riceve ogni mese circa 3000 visite (misteri di Internet).</p>
<p>Non son l&#8217;unico a scrivere queste cose, e penso che ci sia molta molta molta gente che le pensa anche se non ha il coraggio di dirle ne&#8217; la capacità di scriverle.</p>
<p><strong>Se fossi di sinistra</strong><strong>, credo che cercherei di far vedere che sono diverso</strong>. Non solo che lo dico, senza esserlo. Cercherei di mostrare che utilizzo <strong>strumenti diversi, che gioco su un piano superiore</strong>. Cercherei di <strong>dare lezioni d&#8217;opposizione di alta class</strong><strong>e</strong>, un&#8217;opposizione costruttiva che <strong>gareggi con la maggioranza a tirare fuori questo paese dall&#8217;immobilismo e dal declin</strong>o a cui è ormai irrimediabilmente votato. Un&#8217;opposizione che riuscisse ad approfittarsi del fatto di essere all&#8217;opposizione per promuovere e per approvare <strong>riforme che sono necessarie e urgenti da decine d&#8217;anni</strong>, dando magari la &#8220;colpa&#8221; al governo. Un&#8217;opposizione che <strong>faccia andare orgoglioso il popolo della potenza e dell&#8217;efficienza del suo governo</strong>, e che ogni tanto magari dichiari &#8220;quando poi saremo al governo noi, speriamo che la maggioranza abbia imparato la nostra lezione e faccia altrettanto!&#8221;</p>
<p>E invece l&#8217;opposizione non perde occasione di <strong>gareggiare in sguaiatezza</strong> mentre dice, falsamente, di combatterla.</p>
<p>Cosa sarebbe più desiderabile per il nostro paese? Uno scenario come quello che descrivo, con un&#8217;opposizione che scegliesse di<strong> contrapporre alla sguaiatezza l&#8217;eleganza e la pacata costruttività </strong>oppure uno scenario in cui Berlusconi non facesse il salame cascamorto? Io non ho dubbi a preferire il primo. <strong>La sinistra si dichiara palesemente a favore del secondo scenario e questo la fa apparire in tutta la sua povertà, di idee, di azione, di contenuti, di valori, di lealtà, di forza, di bene.</strong></p>
<p>Con gagliarda e frizzante lucidità,</p>
<p>Emanuele</p>
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	</item>
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		<title>Eluana: la chiesa contraddice se stessa</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/02/12/eluana-la-chiesa-contraddice-se-stessa/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2009/02/12/eluana-la-chiesa-contraddice-se-stessa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 00:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piergiorgio Welby]]></category>
		<category><![CDATA[accanimento terapeutico]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scandali]]></category>
		<category><![CDATA[schifo]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[A Welby vietarono il funerale dicendo che era un suicida confesso. Non credo che avranno coraggio di rifarlo anche con Eluana, anche se la spina è stata staccata perchè la Cassazione ha ritenuto valide le prove portate circa il fatto che fu lei ad esprimere questo parere quando poteva farlo, cioè 17 anni fa.
E&#8217; bene [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=187&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A Welby vietarono il funerale dicendo che era un suicida confesso. Non credo che avranno coraggio di rifarlo anche con Eluana, anche se la spina è stata staccata perchè la Cassazione ha ritenuto valide le prove portate circa il fatto che fu lei ad esprimere questo parere quando poteva farlo, cioè 17 anni fa.</p>
<p>E&#8217; bene ricordare però che le dichiarazioni di Welby e quelle di Eluana, non erano di &#8220;volersi<span id="more-187"></span> togliere la vita&#8221;: entrambi amavano molto la vita. Le loro richieste erano di &#8220;rifiutare l&#8217;accanimento terapeutico&#8221; .</p>
<p>Tutti gli ostacoli all&#8217;interruzione dell&#8217;idratazione e dell&#8217;alimentazione per Eluana, come richiesto ininterrottamente dal padre da 17 anni a questa parte, sono direttamente ascrivibili a <strong>pressioni della chiesa cattolica sul mondo della politica e della magistratura. </strong>Su questo direi che non c&#8217;è alcun dubbio. Se il papa si fosse espresso dicendo &#8220;imploro ke Eluana fenka laziata lipera di tornare alla casa tel patre&#8221;, non ci sarebbe stato nessun contrario all&#8217;interruzione delle terapie.</p>
<p>La cosa doppiamente grottesca è che la chiesa cattolica nel Catechismo scrive:</p>
<p style="padding-left:30px;" align="left"><strong>2278 -</strong> L&#8217;interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all&#8217;« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere <strong>prese dal paziente</strong>, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, <strong>da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.</strong></p>
<p>In buona sostanza: nel catechismo c&#8217;è scritto che la macchina<strong> si può staccare</strong>, e la decisione può essere presa <strong>anche dai parenti</strong>.</p>
<p>Ma allora<strong> perchè tutto questo can can</strong><strong>?</strong> Perchè il padre di Eluana non ha scelto di fare le cose &#8220;in cammuffa&#8221; ma ha scelto una via pubblica, e questa via pubblica <em><strong>a</strong></em><em><strong>vrebbe potuto</strong></em> rimettere in discussione il dibattito su una legge sull&#8217;eutanasia.</p>
<p>La chiesa cattolica, quindi, ha torturato Eluana e la sua famiglia per 17 anni,  senza alcun supporto ne&#8217; biblico ne&#8217; magisteriale,<strong> solo con l&#8217;obiettivo di lasciare reato ciò che essa considera &#8220;peccato&#8221;, cioè l&#8217;eutanasia.</strong></p>
<p>La<strong> confusione con l&#8217;eutanasia è stata appoggiata dai vescovi</strong> e, in modo particolarmente fanatico, dal quotidiano della CEI, Avvenire.</p>
<p>Il Card. Javier Lozano Barragan dovrebbe leggere l&#8217;articolo &#8220;Il diritto di morire: un documento disatteso&#8221; del gesuita Padre Mario Beltrami dell&#8217;Aloisianum di Gallarate, pubblicato su Dolentium Hominum, n.68, 2008,  pagg. 57-62. E&#8217; la rivista del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari (Pastorale della salute), <strong>cioè dell&#8217;ufficio vaticano di cui Barragan è il responsabile</strong>. L&#8217;articolo <strong>approfondisce l&#8217;interpretazione corretta da dare alla rinuncia all&#8217;accanimento terapeutico di cui parla l&#8217;art. 2278 del Catechismo della Chiesa Cattolica con conclusioni che, applicate al caso Englaro, portano a soluzioni radicalmente diverse da quelle sostenute nella campagna in corso</strong>.</p>
<p>I vescovi italiani dovrebbero leggere il documento &#8220;Christliche Patientenverfugung&#8221;  (Disposizioni sanitarie del paziente cristiano). Si tratta di un testo firmato congiuntamente nel 1999 (e rivisto nel 2003) dalla <strong>Chiesa cattolica tedesca</strong> e da tutte quelle evangeliche, proposto ai cristiani tedeschi e contenente un testo  con  disposizioni sul fine vita (una specie di testamento biologico). Pare che esso sia già stato sottoscritto da più di tre milioni di persone. Vi si dicono, tra l&#8217;altro, <strong>cose chiarissime sul rispetto della volontà del malato, sulla differenza tra eutanasia attiva e eutanasia passiva e sull&#8217;accanimento terapeutico</strong>. Cose <strong>del tutto diverse di quelle di cui straparlano gli organizzatori della campagna che è stata in atto nel nostro paese</strong>. (fonte: comunicato stampa N.S.C., 4/02/09)</p>
<p>Sono felice e fiero di essere<strong> uscito dalla chiesa cattolica all&#8217;epoca della vicenda Welby</strong>, e oggi rinnovo il mio sdegno e &#8220;scuoto la polvere dai miei calzari&#8221;.</p>
<p>E aggiungo: se dovessi finire anche io in condizioni simili (vita vegetale, demenza, incapacità di volere) prego chiunque sia mio amico di trovare rapidamente un modo, anche doloroso, purchè abbastanza rapido, di farmi andare all&#8217;altro mondo. Una coltellata, un&#8217;iniezione d&#8217;aria, un litro di whisky nella flebo&#8230; qualsiasi cosa, ma niente cause legali. Agite nell&#8217;ombra e di nascosto. Possibilmente whisky irlandese invecchiato almeno 16 anni. Bevetene prima ovviamente un lungo sorso alla mia salute.</p>
<p>E spaccatemi anche la bottiglia sul cranio, per sicurezza. E poi fate una bella festa, alla faccia di quegli <strong>stronzi </strong>che mi avrebbero voluto torturare.</p>
<p>Guarda caso, quando il papa arriva alla fine, per lui niente accanimento terapeutico. Chissà come mai&#8230;</p>
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		<title>Event Driven o Event Driver?</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/01/30/event-driven-o-event-driver/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2009/01/30/event-driven-o-event-driver/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 16:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana inizia, e incominciano ad accadere una certa serie di cose intorno a te.  Telefonate, mail, messaggi su chat o sms, visite, qualunque altra cosa che accade dall&#8217;esterno.
Ci sono solo due modi per reagire, cioè per gestire questi stimoli esterni.
1. Event Driven (guidato dagli eventi)
Appartieni a questa categoria se ti adatti con flessibilità a ciò che accade [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=177&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal"><span><img class="alignright" src="http://www.yorkmotorsport.com/koni/mmiller_wesd_080919_0045.jpg" alt="" width="384" height="256" />La settimana inizia, e incominciano ad accadere una certa serie di cose intorno a te.  Telefonate, mail, messaggi su chat o sms, visite, qualunque altra cosa che accade dall&#8217;esterno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ci sono solo due modi per reagire, cioè per gestire questi </span><span><strong>stimoli </strong></span><span><strong>esterni</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>1. Event Driven (guidato dagli eventi)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Appartieni a questa categoria se ti adatti con flessibilità a ciò che accade intorno a te,</span><span> <em>cercando </em></span><span>con<span id="more-177"></span> tutti i tuoi</span><span> <em>sforzi  </em></span><span>di procedere nella direzione che in ogni dato momento ritieni più utile, più giusta, più opportuna.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Facciamo un esempio: all&#8217;inizio della giornata lavorativa ti poni una serie di obiettivi, hai una piccola lista di attività che vuoi effettuare e portare a termine. Ti ci metti di lena, ma incominci a ricevere una serie di <strong>stimoli esterni </strong>(appunto telefonate, messaggi, ecc). Non parlo di messaggi personali, ma tutti riguardanti l&#8217;area della tua attività.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Rispondi, e concedi ad ogni interlocutore tutto il tempo che ti chiede.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Di volta in volta, nelle conversazioni che si creano, fissi il tuo obiettivo da raggiungere: ottenere una risposta da caio, un&#8217;ammissione da sempronio, il pagamento da matteo, una questione di principio da marco, motivare luca, convincere giovanni, liberarti definitivamente di tommaso e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Insomma, GESTISCI, IN TEMPO REALE ogni stimolo ricevuto, nell&#8217;ordine in cui essi si presentano. Se gli stimoli esterni sono troppi, a fine settimana facilmente non avrai completato la lista di attività che ti eri ripromesso di fare. <span> Sei convinto di aver lavorato bene: hai</span><span> fatto un sacco di cose e sei rimasto concentrato tutto il tempo nell&#8217;attività. Probabilmente anche mettendo ben più delle classiche 8 ore lavorative.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span>La tua lista di attività cresce costantemente, e quasi sempre ti trovi a fare cose importanti all&#8217;ultimo momento prima della loro scadenza. Conosci bene l&#8217;affanno e/o l&#8217;adrenalina.</span></span></p>
<p class="MsoNormal">Accade abbastanza spesso che arrivi alla scadenza in modo incompleto.</p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; accaduto più di una volta che non sei riuscito a ottenere obiettivi importanti che ti eri prefisso, perchè alla scadenza non eri pronto.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Event Driver (guidatore di eventi)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>A inizio settimana, la prima cosa che fai è pianificare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Rileggi gli obiettivi strategici che hai fissato, cioè che hai scritto. Scrivere gli obiettivi è la prima cosa da fare per poterli raggiungere: per essere sicuro che il nostro cervello non cambi le carte in tavola.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poi rileggi la tattica per raggiungerli (anche questa deve essere scritta, per lo stesso motivo) e controlli la tua posizione attuale rispetto alla meta. A seconda di quanto tempo hai per raggiungerla, pianifichi la settimana. Cioè fissi (scrivi) i </span><em><span>risultati minimi </span></em><span>da ottenere nella settimana, e di conseguenza allochi sull&#8217;agenda le attività necessarie per raggiungere quegli obiettivi. Non devi però riempire totalmente tutto il tempo della giornata, per lasciare spazio per gli imprevisti (che essendoci sempre, diventano quindi preveidibili!) e per le attività routinarie come rispondere a telefonate e email, riservando per esse un tempo congruo -cioè che ritieni sufficiente per svolgerle, ma anche equilibrato rispetto agli obiettivi da conseguire.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Fatto tutto questo, ti trovi nel proverbio &#8220;chi ben comincia è a metà dell&#8217;opera&#8221;: inizia la settimana, e ricevi le stesse 20 telefonate in una giornata, ma le gestisci alla luce della tua tattica. Quindi, per evitare che ti sconcentrino, fissi un&#8217;&#8221;orario di ricevimento&#8221;, e a chi chiama fuori da questo orario dici inflessibilmente di richiamarti in quell&#8217;orario, o prendi nota (quando non hai da prender nota non devi rispondere alle chiamate, altrimenti perdi eventuali preziose informazioni che ti vengono date!).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quando arriva quell&#8217;orario, avendo un tempo limitato, gestirai le telefonate concentrandoti su quali sono quelle più importanti, concedendo loro più tempo, rispetto a quelle meno importanti. Dovrai tagliare corto e lasciare cadere tutte le provocazioni e obiettivi minori. Se infatti concedi ad ogni interlocutore tutto il tempo che lui desidera, finirà il tempo prima di aver ricevuto tutte le telefonate. Solo nel rarissimo caso che le telefonate siano arrivate casualmente in ordine di priorità, potrai raggiungere i risultati più importanti: in tutti gli altri casi non l&#8217;avrai fatto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>In un&#8217;altro orario della giornata pianifichi un congruo tempo per richiamare le persone che ti hanno cercato. Anche queste le farai in ordine di importanza, lasciando per ultime quelle meno importanti dove devi tagliar corto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>&#8220;</span><strong><span>Tagliar </span></strong><span>corto&#8221; significa necessariamente usare le forbici. Finire la telefonata, convincere l&#8217;altra persona, ripetere, ribadire, invece, significa non tagliare. Tagliare significa dire e ascoltare il minimo necessario e poi tagliare conuna frase tipo &#8220;scusa ora ho purtroppo un impegno, devo interrompere, ciao, click&#8221;. Solo questo è tagliare, tutto il resto no.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Solo così sei tu che decidi quanto tempo dare all&#8217;attività telefonica e a tutte le altre attività: solo in questo caso sei il padrone del tuo tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Nel caso &#8220;event driven&#8221; tutto il resto del mondo esercita su di te un dominio, e sei quindi schiavo di tantissimi padroni</span></strong><span>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Solo quando sei un event driver sei tu il padrone, perchè sei tu a decidere chi si merita tutto il tempo, chi si merita molti minuti, chi pochi minuti e chi solo alcuni secondi del tuo prezioso tempo</span></strong><span>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tutto questo è impossibile farlo RICEVENDO una chiamata in un momento e in un tempo IGNOTO e volendola gestire subito: nessun essere umano può essere SEMPRE PRONTO a farlo nel modo migliore. Solo un computer potrebbe farlo. L&#8217;unico modo che io conosco è concentrare le chiamate in uno (o due) momento del giorno, pianificato a priori, dove puoi prima richiamare alla memoria i tuoi obiettivi, mettere in ordine le telefonate imporatnti, prefissare i tempi, tenere a portata di mano l&#8217;orologio. Questo significa necessariamente  SEPARARE il momento di RICEZIONE dello stimolo ricevuto (telefonata, mail, fax, sms, visita, qualunque altra cosa che accade dall&#8217;esterno) con il momento di GESTIONE di quello stimolo o attività.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>L&#8217;orologio </span></strong><span>è importantissimo. L&#8217;orologio è come una bilancia: evita che scappi troppa quantità di quell&#8217;ingrediente prezioso come il tempo. I più grandi cuochi non vanno a occhio, usano sempre la bilancia: è l&#8217;unico modo di far venire le ricette sempre giuste, e l&#8217;unico modo per migliorarle. Solo pesando gli ingredienti (il tempo, in questo caso) si può imparare dall&#8217;esperienza e decidere &#8220;la prossima volta provo con più zucchero&#8221; e cambiare quell&#8217;unico ingrediente li&#8217;, modificando la ricetta e decidendo se rendere definitiva la modifica o apportarne un&#8217;altra. Andando a occhio, invece, non si ha alcun controllo sul risultato perchè non si è in grado di RIPRODURLO.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Andare a occhio e navigare a vista non è simbolo di creatività o di bravura. E&#8217; simbolo di CAOS, di DISORDINE MENTALE.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come Event Driver, non solo puoi pianificare la durata (quanTo dedicare), ma anche i tempi (quanDo farlo), e gli strumenti migliori (come farlo). Ad esempio incaricare altri membri dello staff di fare una parte del lavoro su cui loro sono specializzati. Ad esempio fare per primo ciò che può essere fatto subito, e fare dopo solo ciò che deve essere fatto solo sulla base del risultato di attività precedenti.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E&#8217; anche necessario definire bene i momenti in cui si è OPERATIVI: in tali momenti si devono avere con se gli strumenti necessari. In particolare l&#8217;agenda=calendar e il blocco appunti -gmail per le cose al volo, google docs per quelle più complesse- in modo da non perderli mai, averli sempre disponibili e soprattutto renderli RICERCABILI, il che ti permette di poterli trovare al volo quando servono, ovunque tu sia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non trovare un appunto quando serve, equivale a non averlo mai preso!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>I momenti in cui non si è operativi (perchè si è a un corso, a una riunione, ecc) vanno allocati sull&#8217;agenda, questo consente di non metterli troppo vicini fra loro, lasciando sempre lo spazio per la gestione delle attività ordinarie.  In modo da avere un tempo congruo per recuperare tutte le chiamate dalla lista chiamate ricevute o non risposte, prima di iniziare l&#8217;attività seguente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tutto questo vale per tutte le attività umane: c&#8217;è solo un insieme molto piccolo di modi per farle, in tutti gli altri modi esse non riescono. Prendi l&#8217;agricoltura: solo arando nella stagione giusta, poi facendo riposare la terra, la fresatura, la semina, l&#8217;irrigazione e i trattamenti, il frutto cresce e il campo produce più del seme che hai seminato. Scambiando in qualunque altro ordine le attività, il frutto è drasticamente inferiore al seminato, se non completamente nullo. Mentre lo sforzo può essere assolutamente identico, se non addirittura superiore (arare nel periodo sbagliato è molto più faticoso, ad es. con la terra ghiacciata o con la terra bagnata).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sono pochi i modi per ottenere i risultati, con tutte le altre combinazioni si ottiene un inutile CAOS.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>&#8212;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non ci sono altre alternative: o si comandano gli eventi, o si è comandati dagli eventi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E tu puoi essere un Event Driver solo se fai una scelta netta e attui questo metodo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E se vuoi lavorare con me, inutile dirlo, devi essere un Event Driver, qualsiasi ruolo tu ricopra.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>W il comune di Sasso Marconi!</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/01/23/w-il-comune-di-sasso-marconi/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 00:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[In passato ho scritto qui la mia stizza per la Pubblica Amministrazione che non funziona.
Con piacere scrivo questo post, per raccontare un&#8217;esperienza positiva.
L&#8217;antefatto è che un paio di mesi fa mi sono accorto che avevo perso la carta d&#8217;identità. Ci son voluti 2 mesi per farmi venir la voglia di provvedere. Già mi immaginavo 2 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=173&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright size-medium wp-image-174" title="Sasso Marconi" src="http://emanuelepreda.files.wordpress.com/2009/01/sassomarconi.jpg?w=300&#038;h=198" alt="Sasso Marconi" width="300" height="198" />In passato ho scritto qui la mia stizza per la Pubblica Amministrazione che non funziona.</p>
<p>Con piacere scrivo questo post, per raccontare un&#8217;esperienza positiva.</p>
<p>L&#8217;antefatto è che un paio di mesi fa mi sono accorto che avevo perso la carta d&#8217;identità. Ci son voluti 2 mesi per farmi venir la voglia di provvedere. Già mi immaginavo 2 ore di attesa in questura a Bologna, il polizziotto che mi chiedeva domande inutili, i miei dati personali comunicati per la triliardesima volta, le attese snervanti per aspettare che il tasto CANC premuto cancelli la precedente denuncia da Word (alla faccia della privacy), ecc.</p>
<p>Poi un giorno il lampo di genio: forse posso <span id="more-173"></span>far denuncia all&#8217;ufficio di polizia municipale di Sasso Marconi, che si trova proprio di fianco all&#8217;anagrafe. Che si chiama in modo buffo: @ATUXTU (che starebbe per &#8220;a tu per tu&#8221;, ma io non lo avevo capito subito). Immaginavo già che la risposta fosse no, e avevo già in testa, lo confesso, qualche risposta piccata, tipo &#8220;allora sapete fare solo le multe&#8221; o &#8220;a parte il nome, siete sempre e solo dei Vigili&#8221;.</p>
<p>Comunque, proviamo a chiamare. Cerco sulle pagine gialle &#8220;polizia municipale sasso marconi&#8221; e mi da &#8220;comune sasso marconi&#8221;. Boh, la polizia non ha nemmeno il telefono? Chiamiamo il comune.</p>
<p>Risposta immediata e gentile: &#8220;Comune di Sasso Buongiorno!&#8221; al che io &#8220;salve, io cercavo la polizia municipale, ho trovato solo questo numero, mi sa aiutare?&#8221; </p>
<p>&#8220;Certo, <strong>gliela passo subito</strong>&#8221; (primo WOW: hanno un centralino unificato!)</p>
<p>3 secondi netti, uno squillo, &#8220;Polizia Municipale di Sasso Buongiorno!&#8221; al che parte il primo pizzicotto per controllare di essere sveglio. &#8220;Ehm, io ho smarrito la carta d&#8217;identità qualche mese fa, mi chiedevo se per caso si può fare denuncia lì da voi&#8230;&#8221; </p>
<p>&#8220;<strong>Certamente</strong>!&#8221;</p>
<p>Al che guardo l&#8217;orologio, sono le 12. &#8220;Potrei venire adesso, a che ora chiudete?&#8221;</p>
<p>&#8220;Siamo aperti fino all&#8217;una, ma se l&#8217;ha fatta qui a Sasso e mi da nome e cognome <strong>intanto gliela preparo</strong>&#8221; (!!!!!!)</p>
<p>Balbetto il mio nome e riaggancio ringraziando. Mi immagino quali insidie stia preparando il perfido destino, ma ormai prendo l&#8217;auto e mi incammino, questa la voglio proprio vedere.</p>
<p>Entro nell&#8217;ufficio della Polizia Municipale. &#8220;Buongiorno, ehm, io mi chiamo Emanuele Preda, ho chiamato prima, vorrei fare denuncia di smarrimento&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;<strong>Eccola qui</strong>, bastano solo tre firme&#8221;. Assurdo. Incredibile. La mia denuncia è davanti a me, già scritta, completa di tutti i miei dati anagrafici, con tanto di motivazioni dello smarrimento, numero della carta smarrita, luogo e data di emissione, tutto. Una, due, tre firme. In meno di 1 minuto sono fuori con la denuncia, compreso anche il tempo per ringraziare, complimentarsi per l&#8217;efficienza con il Comandante, e chiedere le indicazioni per raggiungere il fotografo.</p>
<p>Fotografo rapido e veloce.</p>
<p>Anagrafe ancora aperta. 10 minuti e ho la mia carta d&#8217;identità nuova fiammante, con tanto di bustina di plastica.</p>
<p>Il funzionamento dell&#8217;anagrafe, peraltro, specifico che non è un caso: negli ultimi tre anni ho già avuto bisogno di loro una decina di volte per le varie pratiche connesse al cambio di residenza, tassa rifiuti, ecc. e finora la percentuale di soddisfazione è 100%: rapidità, efficacia, cortesia e anche simpatia.</p>
<p> </p>
<p>Sognare una Pubblica Amministrazione fatta così sembra un&#8217;utopia, oggi in Italia. Da Sasso Marconi viene la dimostrazione che si può fare realmente. Due corollari: gli impiegati di questi due uffici sono visibilmente più solari, sorridenti e soddisfatti dei soliti impiegati fankazzisti a cui siamo abituati. Secondo: i dati ufficiali del Comune parlano di un bassissimo tasso di assenteismo, rispetto alla media italiana.</p>
<p>Bravo Sindaco Marilena Fabbri! Mi ruga un po&#8217; votare centrosinistra, ma voterò per lei alle prossime amministrative: squadra vincente non si cambia!</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Il colpo di zampe della ranocchia</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2009/01/09/il-colpo-di-zampe-della-ranocchia/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 00:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[logica]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[ 


Immaginate una pentola  piena d’acqua fredda  in cui nuota tranquillamente  una piccola ranocchia.
Un piccolo fuoco  è acceso sotto la pentola  e l’acqua si riscalda  molto lentamente.
 L’acqua piano piano  diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò  piuttosto gradevole,  continua a nuotare.
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare,  si sente un po’ affaticata,  ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=170&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> </p>
<p align="center"><span style="font-family:'Times New Roman';color:#009900;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Immaginate una pentola  piena d’acqua fredda  in cui nuota tranquillamente  una piccola ranocchia.</p>
<p style="text-align:left;">Un piccolo fuoco  è acceso sotto la pentola  e l’acqua si riscalda  molto lentamente.</p>
<p style="text-align:left;"> L’acqua piano piano  diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò  piuttosto gradevole,  continua a nuotare.<span id="more-170"></span></p>
<p style="text-align:left;">Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare,  si sente un po’ affaticata,  ma ciò nonostante non si spaventa.</p>
<p style="text-align:left;">Ora l’acqua è veramente calda  e la ranocchia  comincia a trovare ciò sgradevole,  ma è molto indebolita,  allora sopporta e non fa nulla. </p>
<p style="text-align:left;">La temperatura  continua a salire,  fino a quando la ranocchia  finisce semplicemente  per cuocere e morire.<br />
 </p>
<p style="text-align:left;">Se la stessa ranocchia  fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi,  con un colpo di zampe  sarebbe immediatamente  saltata fuori dalla pentola<br />
 <br />
Quando un cambiamento  avviene in un modo  sufficientemente lento, sfugge alla coscienza  e non suscita  nella maggior parte dei casi  alcuna reazione,  alcuna opposizione,  alcuna rivolta<br />
 <br />
Se guardiamo ciò che succede  nella nostra società da qualche decennio  possiamo vedere che stiamo subendo  una lenta deriva  alla quale ci stiamo abituando<br />
 <br />
Una quantità di cose  che avrebbero fatto inorridire  20, 30 o 40 anni fa,  sono state poco a poco banalizzate  e oggi disturbano appena  o lasciano addirittura  completamente indifferente  la maggior parte delle persone<br />
 <br />
Nel nome del progresso,  della scienza e del profitto  si effettuano continui attacchi  alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura,  alla bellezza e alla gioia di vivere,  lentamente ma inesorabilmente,  con la costante complicità  delle vittime, inconsapevoli  o ormai incapaci di difendersi.<br />
  <br />
Le nere previsioni  per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni  e misure preventive,  non fanno altro che  preparare psicologicamente  la gente ad accettare  delle condizioni di vita  decadenti, anzi drammatiche.<br />
 <br />
Il martellamento continuo  di informazioni  da parte dei media satura i cervelli  che non sono più in grado  di distinguere le cose &#8230;<br />
 <br />
Quando ho parlato  di queste cose  per la prima volta,  era per un domani.  Ora  è per oggi  !!!</p>
<p>Coscienza o cottura: bisogna scegliere ! Allora  se non siete, come la ranocchia,  già mezzi cotti,  date un salutare colpo di zampe, prima che sia troppo tardi. </p></blockquote>
<p> </p>
<p>&#8212;</p>
<p>Questo è un breve scritto di Olivier Clerc, scrittore e filosofo. Io mi sono chiesto che cosa poteva significare, concretamente, &#8220;dare un salutare colpo di zampe prima che sia troppo tardi&#8221;.</p>
<p>E mi sono dato questa risposta: <strong>spegnere la televisione e lasciarla spenta</strong>. In questo modo cessa il martellamento continuo da parte dei media, e i cervelli riprendono a distinguere le cose.</p>
<p>E&#8217; un fatto assodato: tramite la televisione vengono creati il 90% di bisogni di consumo. Senza TV non si sente il bisogno di acquistare un sacco di roba.</p>
<p>Io l&#8217;ho fatto, e sono libero, e vedo intorno a me un sacco di schiavi &#8211; che rincorrono stupidaggini, spendono senza fare i conti, e non sono felici.</p>
<p>Io decido e scelgo, ogni giorno, cosa fare e cosa comperare. E compero pochissimi beni di consumo, optando per investimenti a lungo termine, che mi fanno guadagnare, o risparmiare.</p>
<p> </p>
<p>La mia risposta è quella giusta? Finchè nessuno è in grado di dare un&#8217;interpretazione migliore al &#8220;colpo di zampe&#8221;, lo è.</p>
<p> </p>
<p align="center"> </p>
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		<item>
		<title>Ho attaccato la lavastoviglie all&#8217;acqua calda</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/15/ho-attaccato-lavastoviglie-acqua-calda/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/15/ho-attaccato-lavastoviglie-acqua-calda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 14:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi avevo per casa Arian, il mio ciappinaro albanese di fiducia (imbianchin-murator-idraul-elettricist-carpentiere) e l&#8217;ho sfidato a collegare la lavastoviglie al tubo dell&#8217;acqua calda anzichè quella fredda, com&#8217;è stata collegata per due anni.
In meno di mezzora ha fatto il lavoro (ci ha messo parecchio perchè ha dovuto modificare il sifone perchè il rubinetto più grosso non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=165&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Oggi avevo per casa Arian, il mio ciappinaro albanese di fiducia (imbianchin-murator-idraul-elettricist-carpentiere) e l&#8217;ho sfidato a collegare la lavastoviglie al tubo dell&#8217;acqua calda anzichè quella fredda, com&#8217;è stata collegata per due anni.</p>
<p>In meno di mezzora ha fatto il lavoro (ci ha messo parecchio perchè ha dovuto modificare il sifone perchè il rubinetto più grosso non ci stava nel punto dove prima c&#8217;era l&#8217;altro).</p>
<p>Ora la lavastoviglie anzichè 30 minuti (uso sempre il programma rapido a 40 gradi) ci mette solo<span id="more-165"></span> 15 minuti perchè non deve più scaldare l&#8217;acqua. E ho un risparmio di circa 60 euro annui. Se usassi il programma ad alta temperatura, avrei un risparmio di più di 100 euro annui. Se usassi il gas per produrre l&#8217;acqua calda il risparmio si dimezzerebbe ma rimarrebbe comunque interessante. Io però avendo i pannelli solari d&#8217;estate e il termocaminetto d&#8217;inverno, ho l&#8217;acqua calda a costo praticamente zero, e grazie all&#8217;impianto di ricircolo essa è sempre in temperatura.</p>
<p>Sto riflettendo sul fatto se intervenire anche sulla lavatrice. Esiste in commercio un apposito scatolotto made in italy per miscelare l&#8217;acqua calda e fredda e dare la temperatura corretta,  il Save El.En. venduto con due marchi, sia Saros Energia sia Elettrostar. E&#8217; perfetto per le situazioni tradizionali, scarta infatti la colonna di acqua fredda inserendo in lavatrice solo quella calda, e poi miscela calda e fredda alla temperatura impostata. Io avendo acqua calda disponibile immediatamente credo potrei accontentarmi di una normale termovalvola perchè ciò che mi serve è solo impostare la temperatura di mandata.</p>
<p>Il fatto è che nel lavaggio dei panni vedo un limite che potrebbe vanificare il risparmio: la possibilità di rovinare dei capi in caso di errore (se imposto il ciclo delicato sulla lavatrice ma mi dimentico di farlo sul dispositivo esterno). Qualche errore va messo in conto, e il danno potrebbe essere superiore al vantaggio economico, sia nel breve sia nel lungo periodo.</p>
<p>L&#8217;alternativa migliore sarebbe installare una lavatrice a &#8220;doppio flusso&#8221;, cioè con doppio attacco (calda e fredda), ma queste lavatrici sono abbastanza introvabili in Italia, esiste la Sunny della Rex, la Allwater della Miele e una LG. Io sono fidelizzato con Miele, ho comprato la lavatrice nuova 2 anni fa e ho una colonna lava-asciuga che anche esteticamente è molto bella, e la Miele Allwater costa la bellezza di 1500 euro, quindi me la ripagherei in un tempo troppo lungo (15 anni). </p>
<p>Credo quindi che mi porrò il problema solo quando dovrò cambiarla, spero il più tardi possibile.</p>
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		<title>L&#8217;orgoglio e la rabbia</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/15/orgoglio-e-rabbia/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/15/orgoglio-e-rabbia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 00:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tirarsela]]></category>

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		<description><![CDATA[Antefatto.
I clienti delle pizzerie al taglio si possono dividere in due categorie: quelli che vogliono una pizzetta e quelli che vogliono quella pizzetta. Per questi ultimi le pizzette non sono tutte uguali: ce ne sono di più piccole e di più grandi, di sbruciacchiate, di troppo sottili, o troppo poco condite. Io appartengo a questa seconda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=162&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><img class="alignright" src="http://www.markfox.org/images/mi_dia_quella_quella_quella_quella_quella_quella_quella_quella_quella_quella_e_quella.jpg" alt="" width="450" height="300" />Antefatto.</strong></p>
<p>I clienti delle pizzerie al taglio si possono dividere in due categorie: quelli che vogliono <em>una </em>pizzetta e quelli che vogliono <em>quella </em>pizzetta. Per questi ultimi le pizzette non sono tutte uguali: ce ne sono di più piccole e di più grandi, di sbruciacchiate, di troppo sottili, o troppo poco condite. Io appartengo<span id="more-162"></span> a questa seconda categoria. Se non c&#8217;è nemmeno una pizzetta che merita un 7, a meno che non stia per morire di fame, non acquisto nulla e, piuttosto, vado da McDonald&#8217;s. Dove i BigMac sono sempre ciò che ti aspetti che siano.</p>
<p><strong>Premessa.</strong></p>
<p>Un paio d&#8217;anni fa, entro da Altero in via Ugo Bassi, chiedo una pizzetta (e come al solito chiedo <em>quella</em>), la addento e sento una terribile nota d&#8217;amaro sulla lingua. La rigiro, e scopro che sotto è completamente bruciata. Nera come il carbone. Lo faccio gentilmente notare al banconiere. Destino vuole che ci sia solo quello più antipatico di tutti, nella mia personale classifica: lo Smilzo. Che mi risponde, piccato: &#8220;ah, ma l&#8217;hai scelta tu. Io di solito le controllo sempre, ma non quando le scelgono i clienti. Comunque per questa volta te la cambio&#8221;. Ricordo quasi alla perfezione queste parole assurde. Aveva bruciato la pizza e voleva dare la colpa a ME, facendomi passare per gentile concessione quello che era un suo preciso dovere! Io ovviamente non sono uno che sta zitto, e sorridendo, mentre mi porge la pizzetta di ricambio (scelta da lui, l&#8217;infame!!), gli faccio notare che non sono io ad averle cotte, e non ho nemmeno la vista a raggi X. Lui non sente ragioni, e non accenna a scusarsi.</p>
<p>Io non mi faccio certo rovinare la giornata da un cretino (come lui) e quindi la cosa finisce lì.</p>
<p><strong>Il fatto.</strong></p>
<p>Stasera decido di passare a salutare il mio amico Alessandro Cantelli, e decido di passare da Altero per prendere 4 pizzette da mangiarci insieme. Purtroppo c&#8217;è lo Smilzo, ma io non mi faccio certo intimidire. Il negozio fra l&#8217;altro è vuoto. Ordino 4 pizzette pagandolediligentemente prima (sì perchè lui, al contrario di tutti i colleghi, pretende anche dai volti notissimi il pagamento anticipato, come da Protocollo Aziendale Dei Suoi Maroni). Sottolineo: gli do i soldi praticamente contati. Attuo il mio sacrosanto diritto di scelta delle pizzette preferite, chiedendo anche &#8220;per favore&#8221;, come sono solito fare, sempre, in qualunque circostanza, anche quando impartisco ordini al mio filippino cingalese. Ma stavolta non mi faccio fregare, e quindi gli chiedo &#8220;possiamo controllare anche il dorso per favore, non vorrei che fossero bruciate, <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> &#8220;. Giuro, ripeto il perfavore e aggiungo un bel sorriso incoraggiante. Lui con troppa diligenza mi volta le pizze una a una e mi dice, giuro, testualmente: <strong>&#8220;Non si preoccupi, ho fatto un corso per trattare con i clienti come lei&#8221;.</strong></p>
<p>Un altro dal temperamento un po&#8217; irascibile gli avrebbe tirato un destro. O quantomeno se ne sarebbe andato coprendolo di improperi.</p>
<p>Ma il mio uplomb inglese non viene scalfito, del resto il mio cervello non è riuscito a elaborare compiutamente quella frase così surreale. Col senno di poi, gli avrei dovuto rispondere &#8220;era un corso fatto così male, o sei tu che non ci hai capito un cazzo?&#8221;. Invece ho ribattuto, sempre sorridendo, argomentando &#8220;daltronde ricorderai che l&#8217;altra volta la pizzetta era bruciata e mi hai detto che era colpa mia che non avevo controllato prima&#8230;&#8221; ma lui, pronto: <strong>&#8220;Le ricordo che le sto facendo una gentilezza: le pizze non si potrebbero scegliere&#8221;. </strong>Saremo coetanei, ma lo Smilzo mi da ugualmente del lei. Forse al Fantomatico Corso gli hanno insegnato così. O forse è un cretino.</p>
<p>&#8220;Sì ma mi sembra che sia una gentilezza abbastanza dovuta, se conti che il negozio è praticamente vuoto e, se vogliamo, anche che siamo ex colleghi&#8221;. Vedi il DNA italiano: persino quando una cosa è nostro diritto, facciamo comunque leva sul rapporto amicale, sulla raccomandazione.</p>
<p>Nel negozio ci sono una decina di persone che mangiano la pizzetta, son tutti zitti e osservano con attenzione un po&#8217; morbosa la scena. C&#8217;è una tipa bionda con gli occhi spalancati, ha l&#8217;aria di sperare che ci prendiamo a cazzotti.</p>
<p>&#8220;Questo non conta&#8221;, e nel frattempo mi chiude il pacchetto e me lo porge, con un sorriso idiota che, solo per quello, si meriterebbe due schiaffoni, ono con il palmo e uno di rovescio.</p>
<p>Potrei urlare, ma salgo solo di qualche decibel: &#8220;e invece dovrebbe contare. E dovrebbe contare anche il fatto che hanno aperto molte pizzerie al taglio ultimamente&#8230;&#8221; e qui lui mi interrompe, osa interrompermi il vile masnadiero, per dirmi <strong>&#8220;ma lei è venuto lo stesso qui, come mai?&#8221;.</strong></p>
<p>Ha osato chiederlo, esplicitamente. Nemmeno a Cortina avevano osato farlo (cfr. il mio recente post su Cortina). Il meccanismo è lo stesso: noi possiamo farlo, possiamo essere più antipatici, tanto voi, coglionazzi, venite comunque qui.</p>
<p>Uscendo, gli ho risposto: &#8220;perchè la pizza è un po&#8217; più buona, nonostante debba sopportare la tua antipatia. Ma siete in declino, come del resto tutta Bologna&#8221;.</p>
<p>Quando il declino si farà sentire veramente (questa crisi è solo uno scherzo, in confronto) ricordatevi di ringraziarli, i tanti imbecilli come lui.</p>
<p>Io, per allora, spero di essere lontano.</p>
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		<item>
		<title>Brava Mhouse</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/13/brava-mhouse/</link>
		<comments>http://blog.emanuelepreda.com/2008/12/13/brava-mhouse/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 11:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
				<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due anni fa ho comprato un&#8217;automazione Mhouse per il mio cancello. E&#8217; prodotta da un&#8217;azienda italiana, la Nice Spa, che ha creato questa linea venduta nei negozi fai-da-te (tipo Castorama), economica ma con un certo riguardo per il design, che in questo genere di articoli lascia solitamente a desiderare.
In particolare i telecomandi sono molto compatti e hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.emanuelepreda.com&blog=1477149&post=159&subd=emanuelepreda&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Due anni fa ho comprato un&#8217;automazione <strong>Mhouse </strong>per il mio cancello. E&#8217; prodotta da un&#8217;azienda italiana, la <strong>Nice Spa</strong>, che ha creato questa linea venduta nei negozi fai-da-te (tipo Castorama), economica ma con un certo riguardo per il design, che in questo genere di articoli lascia solitamente a desiderare.</p>
<p>In particolare i telecomandi sono molto<span id="more-159"></span> compatti e hanno ben 4 tasti, così posso usare lo stesso per aprire il basculante del garage.</p>
<p>L&#8217;automazione ha funzionato egregiamente per due anni, poi qualche ospite ha pensato bene di sforzare le ante, quasi certamente perchè era rimasto chiuso dentro.</p>
<p>Negli apparecchi meccanici ben progettati viene previsto un ingranaggio più debole degli altri, solitamente in plastica, in modo che faccia da &#8220;fusibile&#8221; in caso di sforzo oltre il dovuto, ed eviti la rottura di altre parti più costose. Ho fatto smontare i bracci da un mio fido aiutante ed ecco i due ingranaggi rotti.</p>
<p>Mi aspettavo che il centro di assistenza telefonico mi avrebbe sparato una cifra esorbitante per quei due ingranaggi: è una prassi diffusa che le aziende tengano una redditività più bassa sull&#8217;articolo principale e poi recuperino sui pezzi di ricambio.</p>
<p>Beh, con mio indicibile stupore:</p>
<ul>
<li>non ho atteso al telefono</li>
<li>chi mi ha risposto ha capito esattamente di che ingranaggio parlavo (!)</li>
<li>senza farmi altre domande mi ha chiesto direttamente i dati per la spedizione</li>
<li>nonostante io avessi specificato che la garanzia era scaduta (sebbene da un solo mese) mi ha detto &#8220;<strong>lunedì le invieremo a <span style="text-decoration:underline;">nostre spese</span> gli ingranaggi</strong>&#8220;.</li>
</ul>
<p>Costo per gli ingranaggi di ricambio: ZERO. Costo per la spedizione: ZERO.</p>
<p>Ho pensato che si meritano un articoletto su questo modesto blog.</p>
<p>Bravi!</p>
<p>Un raro esempio di Customer Care come andrebbe fatto.</p>
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