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	<title>Commenti a: La mia battaglia per Welby su Wikipedia</title>
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	<description>il mio blog</description>
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		<title>Di: Sborri</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2008/01/31/la-mia-battaglia-per-welby-su-wikipedia/#comment-918</link>
		<dc:creator>Sborri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 11:32:44 +0000</pubDate>
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		<description>Pur essendo contro l&#039;eutanasia, e la possibilità di uccidersi, di avere il diritto di disporre della propria vita, ritengo, che il caso welby, debba far riflettere il mondo ecclesiastico intero, il quale, chiuso come è nelle sue stanze, non riesce a vedere effettivamente la realtà delle cose. Ogni volta si considera il depositario di tutte le verità, quando invece, per capire effettivamente una situazione, dovrebbe fare una semplice cosa: Andare a conoscere il problema, senza preconcetti nè falsi (o veri) moralismi... Welby non ha fatto altro che dare risalto ad una situazione misconosciuta ai piu&#039;, insostenibile, ed ha posto un problema ben piu&#039; importante della semplice Eutanasia, ha posto una serie di domande: Quand&#039;è che un uomo puo&#039; e deve morire? Fino a che punto si puo&#039; tenere in vita un uomo grazie ad ausili meccanici?
La chiesa considera la vita sacra ed inviolabile...e considera l&#039;eutanasia un problema dato che la giustizia di Dio ed un suo intervento in Sua applicazione non possono mai essere preveduti.
questo è vero, ma dobbiamo anche renderci conto..che la morte non è nient&#039;altro che un processo inevitabile, che non puo&#039; essere scongiurato e che in alcuni casi (come per quello di Welby) la vita è solo una tortura crudele inflitta da mezzi meccanici. 
Quindi auspicherei ad una presa di posizione da parte del mondo ecclesiastico meno rigida e piu&#039; misericordiosa di fronte a certi casi.... ma so che il mio pensiero purtroppo rimarra&#039; lettera morta...c&#039;est la vie...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pur essendo contro l&#8217;eutanasia, e la possibilità di uccidersi, di avere il diritto di disporre della propria vita, ritengo, che il caso welby, debba far riflettere il mondo ecclesiastico intero, il quale, chiuso come è nelle sue stanze, non riesce a vedere effettivamente la realtà delle cose. Ogni volta si considera il depositario di tutte le verità, quando invece, per capire effettivamente una situazione, dovrebbe fare una semplice cosa: Andare a conoscere il problema, senza preconcetti nè falsi (o veri) moralismi&#8230; Welby non ha fatto altro che dare risalto ad una situazione misconosciuta ai piu&#8217;, insostenibile, ed ha posto un problema ben piu&#8217; importante della semplice Eutanasia, ha posto una serie di domande: Quand&#8217;è che un uomo puo&#8217; e deve morire? Fino a che punto si puo&#8217; tenere in vita un uomo grazie ad ausili meccanici?<br />
La chiesa considera la vita sacra ed inviolabile&#8230;e considera l&#8217;eutanasia un problema dato che la giustizia di Dio ed un suo intervento in Sua applicazione non possono mai essere preveduti.<br />
questo è vero, ma dobbiamo anche renderci conto..che la morte non è nient&#8217;altro che un processo inevitabile, che non puo&#8217; essere scongiurato e che in alcuni casi (come per quello di Welby) la vita è solo una tortura crudele inflitta da mezzi meccanici.<br />
Quindi auspicherei ad una presa di posizione da parte del mondo ecclesiastico meno rigida e piu&#8217; misericordiosa di fronte a certi casi&#8230;. ma so che il mio pensiero purtroppo rimarra&#8217; lettera morta&#8230;c&#8217;est la vie&#8230;</p>
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		<title>Di: LaLora</title>
		<link>http://blog.emanuelepreda.com/2008/01/31/la-mia-battaglia-per-welby-su-wikipedia/#comment-916</link>
		<dc:creator>LaLora</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 21:10:50 +0000</pubDate>
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		<description>Urca... finalmente di questa vicenda leggo qualcosa su cui sono d&#039;accordo dall&#039;inizio alla fine. Sono ormai 10 anni che lavoro con persone affette da malattie neuromuscolari, come quella di Welby, per cui posso in buona coscienza dire che ho le idee chiare su ciò di cui si sta parlando. Non approvo l&#039;Eutanasia attiva (= dare qualcosa per procurare la morte), ma concordo che tante volte l&#039;Eutanasia passiva (= togliere qualcosa che tiene in vita, magari a tutti i costi) coincida con l&#039;evitare un accanimento terapeutico. Certo, su queste &quot;cosette&quot; ci sarebbe da dibattere un bel po&#039;...
Bella Emanuele! 
LaLora (quella più grande)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Urca&#8230; finalmente di questa vicenda leggo qualcosa su cui sono d&#8217;accordo dall&#8217;inizio alla fine. Sono ormai 10 anni che lavoro con persone affette da malattie neuromuscolari, come quella di Welby, per cui posso in buona coscienza dire che ho le idee chiare su ciò di cui si sta parlando. Non approvo l&#8217;Eutanasia attiva (= dare qualcosa per procurare la morte), ma concordo che tante volte l&#8217;Eutanasia passiva (= togliere qualcosa che tiene in vita, magari a tutti i costi) coincida con l&#8217;evitare un accanimento terapeutico. Certo, su queste &#8220;cosette&#8221; ci sarebbe da dibattere un bel po&#8217;&#8230;<br />
Bella Emanuele!<br />
LaLora (quella più grande)</p>
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