Chiesa cattolica: luogo di pienezza della verità?
17 luglio 2007 at 1:46 | In chiesa, pensieri sparsi | 4 Comments
[49]Giovanni prese la parola dicendo: <<Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci>>. [50]Ma Gesù gli rispose: <<Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi>>. Lc. 9,49-50
Qualcuno mi sa indicare il fondamento evangelico del fatto che la Chiesa sarebbe il “luogo della pienezza della verità” come afferma la chiesa romana nella Unitatis Redintegratio, 3.4 ( “la cui forza deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica“)?
Oppure ci sono solo fondamenti magisteriali a questa affermazione?
La storia della tripla fonte la so: Bibbia, Magistero e Tradizione. Ma non ci credo più. Mi sembra troppo comodo, e troppo pericoloso.
Crederei alla Testimonianza, che non è in questa triade, ma è sul Vangelo: “Ricordatevi, da come vi amate gli uni con gli altri tutti gli uomini sapranno che siete miei discepoli.”. Nella lezione della CEI il testo cambia leggermente, ma non il concetto: ” Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 34-35)”
Ho scoperto una cosa brutta: l’affermazione conciliare del “primato della coscienza“, è riferito solo nei confronti del potere temporale (della legge dello Stato insomma) ma non può riferirsi nei confronti del potere spirituale, dove il primato è quello della Verità, la cui pienezza sarebbe “affidata alla Chiesa Cattolica”. Nei confronti della chiesa, la coscienza non avrebbe dunque alcun primato.
Gesù, nel vangelo di Giovanni, dice “io sono la Via, la Verità e la Vita”. Ma i vangeli sono molto espliciti nei passaggi delle consegne. Fate questo in memoria di me. Donna, ecco il tuo figlio, ecco la tua madre. Ogni volta che farete questo a uno di questi piccoli l’avete fatto a me. Non prendete ne’ bisaccia ne’ bastone. Tutte disposizioni chiare e di dettaglio. Possibile che l’evangelista abbia dimenticato il passggio in cui consegna a Pietro, o alla Chiesa, la Verità, o la Via, o la Vita? Dimenticanza impossibile, per un libro ispirato! E gli atti degli apostoli? Come mai che non si parla di questo deposito della “Verità”? Sembra anzi che ci fosse un notevole spazio per le opinioni diverse da quelle di Pietro. Sembra che qualcuno (Paolo, se non erro), lo critichi pesantemente, senza -mi sembra- essere scomunicato. Invece, a tutti i preti “folgorati sulla via di Damasco” che hanno criticato la Gerarchia con parole anche meno pesanti di quelle di Paolo, mi sembra sia arrivato un decretino di sospensione, che è inappellabile, fra l’altro. Un modo di agire un po’ diverso da quello della chiesa primitiva.
Non trovo alcuna consegna della Verità a Pietro. Ma trovo un <<Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi>> a chi pratica azione sacerdotale nel suo nome, anche senza essere in visibile comunione con la sua Chiesa Apostolica (e questo è accaduto durante la vita terrena di Cristo!!!). Nei vangeli appare anche il passaggio opposto “chi non è con me, è contro di me”, ma qualcuno ha l’ardire di sostenere che quest’ultimo passaggio significa “chi non sta dentro la chiesa cattolica non è con me”???
Gesù dice di non staccarsi dalla vite per non seccarsi. Ma che cos’è la vite? Sono i suoi insegnamenti e il suo esempio, ad esempio quello di soccorrere e accogliere gli ultimi (ad esempio gli omosessuali, i risposati…), e quello di non portare bisaccia (denaro) e bastone (potere temporale)? Oppure la vite è “essere in comunione con la chiesa di Roma”? Non sono cose coincidenti, purtroppo.
Aperto come sempre alla critica,
4 commenti »
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Hai ragione, non è fondato biblicamnte se non nel fatto che nessuno più della chiesa ha il monopolio della parola di Dio, essa la “possiede”, tanto è vero che è lei stessa che nel Concilio di Trento ha stabilito quali fossero i libri da considerare ispirati e quali no, e quindi che ci piaccia o no la bibbia viene dopo il magistero. Perché è il magistero che spiega la bibbia. La Chiesa, per noi cristiani cattolici, possiede essa stessa il divino deposito quando Gesù le ha dato il mandato “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnado loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” Mt. 28,19-20
Perciò il problema non è da porre nei termini che hai detto e cioè nella ricerca di un fondamento biblico, anche se il ragionamento ha un suo senso, ma in questi termini: la Chiesa è coerente con se stessa quando afferma il primato della coscienza ma poi non lo rispetta? ovvero : che valore ha per la gerarchia affermare che ogni uomo è chiamato ad essere attivo nella Chiesa quando, di fatto, meno pensa meglio è? Bisogna cercare di provocare una vera coerenza interna nella Chiesa tra quello che insegna e quello che fa, e metterla in preatica noi per primi, noi che stiamo leggendo.
Augusto, prete
Commento di augusto — 4 novembre 2007 #
Purtroppo, come ho scritto sopra, la chiesa romana non riconosce alcun “primato della coscienza” sulle sue proprie leggi, ma solo su quelle dello Stato.
Daltronde non potrebbe essere che così: per qualsiasi organizzazione, ratificare il primato della coscienza sulle sue proprie leggi, sarebbe come abolirle.
Il primato della coscienza appare però chiaramente da tutta la bibbia: la Storia della Salvezza è la storia di un Dio che creando l’uomo come essere libero, accetta che l’uomo possa sbagliare, lo lascia partire quando vuole andarsene, e poi lo aspetta sulla porta, e quando torna, non lo condanna, ma lo accoglie amorevolmente e con gioia.
Cercare di obbligare l’uomo a non sbagliare è un’azione di una superbia demoniaca, in quanto si pone al di sopra di Dio stesso.
Commento di emanuelepreda — 5 novembre 2007 #
è una questione assai interessante…
sarebbe bene approfondirla davvero, ance con esperti
credo che sia la chiave di volta per una genuina e consapevole vita cristiana
Commento di Andrea A B — 21 febbraio 2008 #
Ho riletto il mio commento del 5 novembre e sono contento di essere riuscito a sintetizzare in poche parole quella che ritengo essere una delle principali “piaghe” della chiesa romana e delle organizzazioni afferenti o similari.
Chiamatemi Antonio Rosmini II …
Commento di emanuelepreda — 7 luglio 2008 #